Leggere un libro sotto un albero ricorda atmosfere perdute, ma la designer Strozyk con le sue wood-lamp cerca di “far luce”attraverso l'ideazione di tactile textile.
Tecnologia che avanza, strumenti sofisticati per facilitare la connettività tra persone, elementi questi che facilitano la creazione di un universo sensoriale sempre più lontano dalla realtà.
Schermi a vista, il mondo risulta essere vissuto attraverso una rappresentazione più o meno immaginifica, palesando la coesistenza di mondi possibili e spesso contrastanti.
La caratteristica umana del libero arbitrio arretra di fronte, all'ormai inessenziale, passo della “scelta”.
E' il luogo, oggi, del Baule di Tabucchi, quando elogia le tante personalità di Pessoa, é il reame degli Uno, Nessuno e Centomila.
martedì 19 ottobre 2010
lunedì 20 settembre 2010
TOKIO DECADENCE? TOKIO METABOLIZING
Tokio a Venezia celebra il 50.Anniversario del movimento architettonico giapponese del Metabolizing.
Ryue Nishizawa e Yoshiharu Tsukamoto, curatori del Padiglione Giapponese alla 12.Biennale di Architettura, mettono in scena la città in evoluzione.
Veloci mutamenti, vorticose demolizioni e nuove edificazioni: la vita media di un palazzo a Tokio è di 26 anni.
La città che cambia al ritmo della frenesia di una delle società orientali “più occidentali”, esistenti al mondo.
La metropoli che rispecchia la cultura del capitalismo, del consumismo, della speculazione finanziaria, della tecnocrazia.
Alienazione, vacuità, crisi d’identità, conformismo ed eccessi: vizi e peccati della modernità, incarnata alla perfezione in Tokio Decadence.
Ryue Nishizawa e Yoshiharu Tsukamoto, curatori del Padiglione Giapponese alla 12.Biennale di Architettura, mettono in scena la città in evoluzione.
Veloci mutamenti, vorticose demolizioni e nuove edificazioni: la vita media di un palazzo a Tokio è di 26 anni.
La città che cambia al ritmo della frenesia di una delle società orientali “più occidentali”, esistenti al mondo.
La metropoli che rispecchia la cultura del capitalismo, del consumismo, della speculazione finanziaria, della tecnocrazia.
Alienazione, vacuità, crisi d’identità, conformismo ed eccessi: vizi e peccati della modernità, incarnata alla perfezione in Tokio Decadence.
Etichette:
architettura,
atelier bow-wow,
biennale venezia 2010,
kurokawa,
nishizawa,
sejima,
tsukamoto
lunedì 13 settembre 2010
Arsenale 2010/ Smiljan Radic + Marcela Correa: casa di pietra o mito della caverna?
Venezia, la 12.Biennale di Architettura non smette mai di stupire:
il duo cileno, formato dall’architetto Smiljan Radic e dalla scultrice, Marcela Correa presenta
il loro progetto di Casa Pietra al foyer dell’Arsenale.
All’entrata del grande spazio dell’Arsenale, un’enorme scultura in pietra domina lo sguardo dei visitatori.
Da lontano pare un pendolo traverso, quasi a voler evocare un fermo immagine sulla linea temporale, che inesorabilmente continua a correre.
il duo cileno, formato dall’architetto Smiljan Radic e dalla scultrice, Marcela Correa presenta
il loro progetto di Casa Pietra al foyer dell’Arsenale.
All’entrata del grande spazio dell’Arsenale, un’enorme scultura in pietra domina lo sguardo dei visitatori.
Da lontano pare un pendolo traverso, quasi a voler evocare un fermo immagine sulla linea temporale, che inesorabilmente continua a correre.
Etichette:
biennale venezia,
bioarchitettura,
casa pietra,
cile,
correa,
fratelli grimm,
il mito caverna platone,
radic
Il Giardino delle Vergini all’Arsenale: Piet Oudolf e la mimesi perenne
Piet Oudolf, noto paesaggista olandese, fondatore del movimento New Perennial, è stato insignito della menzione d’onore dalla giuria della 12.Biennale di Architettura di Venezia per il suo progetto realizzato agli spazi dell’Arsenale.
“In risposta al primo medico del pronto soccorso che nel visitarla in seguito al suo tentato suicidio le dice di non avere ancora l'età per capire quanto diventi complicata la vita.”
dal film "Il giardino delle vergini suicide" di Sofia Coppola.
Analogia nel titolo tra le due opere, “Il Giardino delle Vergini” di Oudolf, e “Il giardino delle vergini suicide” film di Sofia Coppola, ma non solo: il rimando alla purezza di un’età verde e ingenua è inequivocabile.
“In risposta al primo medico del pronto soccorso che nel visitarla in seguito al suo tentato suicidio le dice di non avere ancora l'età per capire quanto diventi complicata la vita.”
dal film "Il giardino delle vergini suicide" di Sofia Coppola.
Analogia nel titolo tra le due opere, “Il Giardino delle Vergini” di Oudolf, e “Il giardino delle vergini suicide” film di Sofia Coppola, ma non solo: il rimando alla purezza di un’età verde e ingenua è inequivocabile.
Etichette:
architettura giardini,
biennale 2010,
hummelo,
peasaggista,
piet oudolf
lunedì 6 settembre 2010
L’Ufficio nel bosco: Selgas Cano Arquitectos e la bioarchitettura
Selgascano Arquitectos spiega come il termine di confronto con la bioarchitettura sia divenuto oggi un MUST.
Madrid: Ufficio nel bosco?
Usciamo dal mondo delle fiabe e non pensiamo a progetti fantastici di case nel bosco, fatte di paglia, legno, mattoni o ancor più di marzapane: stavolta Jacobs Joseph o i Fratelli Grimm non c’entrano niente.
José Selgas e Lucia Cano, soci del prestigioso studio a cui danno il nome, hanno scelto per il loro ufficio una location in aperta campagna ai margini di Madrid per sottolineare come il rapporto con la natura sia determinante sulla vita di ciascun individuo.
Etichette:
architettura,
bioarchitettura,
cano,
design,
hundertwasser,
le corbusier,
selgas
domenica 15 agosto 2010
Moritz Waldemeyer e la tecno-superficie DuPont™ Corian® : play disco at home
Disco Table, la nuova creazione del designer, artista Moritz Waldemeyer che stravolge l’idea del soggiornare in casa, partendo dal complemento di arredo.
Etichette:
design,
discoteble,
dupont corian,
philipp starck,
tavolo,
waldemeyer
venerdì 13 agosto 2010
Kerlite...in una parola, la ricerca di Cotto d'Este
L’ultima nata in casa Cotto d’Este rivoluziona il concetto di rivestimento, coniugando l’estetica degli interni alla qualità del grès porcellanato: il tutto in soli 3 mm.
Progetto “ristrutturazione casa”?
Conviene fermarsi un attimo e osservare…
Gli spazi vuoti saranno presto riempiti di mobilia, pertanto un attimo prima di decidere è consigliabile avere uno sguardo d’insieme.
Domande utili:
- i volumi sono grandi o piccoli?
- le stanze costruiscono geometrie standard: rettangolari o quadrate?
- ci sono zone openspace?
- l’illuminazione naturale è forte o ci sono finestre strette?
- pavimenti e rivestimenti esistono già?
Etichette:
cotto d'este,
interior design,
kerlite,
pavimenti,
rivestimenti
Iscriviti a:
Post (Atom)






