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martedì 25 gennaio 2011

Vintage Selection n.17 il lato FASHION della creatività.

Dal 26 al 30 gennaio la Stazione Leopolda é glamour:
si apre Vintage Selection n.17, ben 50 espositori che faranno rivivere all'interno delle ruvide linee della post-industriale stazione, capi, accessori ed oggetti della storia del design.

Cool hunter di prestigiosi uffici di stile internazionali, fashion designer e tanti appassionati che trovano all'interno di questa vetrina, indumenti originali per arricchire il loro guardaroba, guardando al passato che ha creato abiti CULT ed inventato linguaggi.
Il Vintage é la declinazione di un alfabeto di stile, che ha visto la nascita di modelli e tagli oggi ripresi e rivisitati dagli stilisti. Rende concreta la fantasia di chi, decide che l'abbigliamento deve essere una forma di espressione e per questo si addentra in decenni passati per trovare un gilet anni'30 con taschino portaorologio, una svasata gonna sotto il ginocchio anni '50, un giubbino militare dei '60, un abito dritto e corto in stile Twiggy (70'), o preferisce tornare alle maglie, manica a pipistrello 80's.

giovedì 20 gennaio 2011

E’ il vintage la risposta alla tanto discussa “omologazione”ALLA moda?

Domanda aperta a Franca Sozzani. 
             Provocazione per tutti i lettori:                     

  it’s only a joke?





E’ di ieri, l’editoriale di Franca Sozzani  che riporta l’attenzione sull’omologazione ALLA moda e suggerisce un’inversione di rotta: l’anarchia? Meglio!


Omologazione alla moda, malattia che a quanto pare colpisce più gli uomini, che di norma tendono a privilegiare “un look da replicante” quasi fosse “una conditio sine qua non per poter lavorare”.              Ne derivano spesso adorabili (!) parate in divisa con “abito grigio o gessato e cappotto blu, o l'impermeabile kaki” nei casi “SAFE”. “Esci da questi canoni e diventa il caos: Dandy, Mods, Rocker, City Golf Player, Navaho Cittadino, Cowboy Urbano, Metropolitano Etnico, Playboy Seventies. E altri.”

Moda presa come “un breviario di regole comportamentali ed estetiche” per non osare troppo, per aderire ad una classe, per sentirsi accettati?
 (le frasi tra “…” qui sopra sono tratte dall’articolo "Anarchia della Moda maschile" del 19/01/11 di F. Sozzani Blog del Direttore - Vogue.it)

Sintomi, questi, di insicurezza estetica, che non possono che generare appiattimento e segnalano un profondo vuoto di contenuti, come rigidi atteggiamenti mentali.

Ci chiediamo come se ne possa uscire. I rimedi non possono che essere soggettivi, ma ricominciare a vestire, valorizzando la persona, quindi indossando solo ciò che dona alla figura, potrebbe essere un inizio.
Ma non basta! Un grido si leva e denuncia il crescente appiattimento culturale, di cui l’abbigliamento portato abitualmente ne è lo specchio.

giovedì 13 gennaio 2011

ANDREA INCONTRI_AI_ WAITING ROOM PITTI IMMAGINE UOMO N.79

Short film/ sfilata 11.12. FALL WINTER SHOW per Andrea Incontri.
Borse come didascalie che accompagnano l'attesa...

Cinema Odeon nel pieno centro di Firenze, sono circa le 8,00 p.m. e si é da poco conclusa la presentazione della nuova collezione accessori AI_ autunno/inverno 2011-2012, in anteprima per Pitti UOMO n.79.
All'interno del foyer in stile retrò dello storico cinema fiorentino, l'atmosfera si dipinge di un rosso sottile che scalda gli infissi in legno e traspare dalle vetrate Liberty.
Bottiglie di Campari rosso per gli scaffali dei due bar in the corner, rossi mat per le labbra delle hostess rigorosamente acconciate in stile “La Dolce Vita”...ROSSO per le scarpe su calze bianche delle indossatrici della sfilata.

WAITING ROOM, un film a cura di Andrea Incontri per la regia di Yuri Ancarani a descrivere un gioco delle parti, in cui i personaggi colti in vari momenti della giornata, in diverse età divengono tutti testimoni di un unico mood: l'attesa.
Il non-luogo dove la Scelta non é ancora presa. Una sala d'aspetto dall'ambientazione cittadina che ne raccoglie molte, una stazione, l'antro di un portone, una macchina, l'ingresso di una casa.

Una waiting room della vita, il luogo spazio-temporale che silenziosamente più accompagna ognuno di noi e che trova espressione nei ticchettii delle dita, nei passi interrotti, aspettando una persona, attendendo di partire, che smetta di piovere o addirittura di salire una scala, metafora del trascorrere del tempo.
Vite osservate di nascosto e incastonate da una colorazione in scala di grigi.                   
Momenti, emotività che si snodano in percorsi urbani, in omaggio a City, leit-motiv di Pitti di questa edizione.

Questo il concept della nuova collezione di borse e accessori di AI_:
borse, le amiche fedeli che accompagnano ognuno di noi in ogni momento della giornata,
dalle grandi dimensioni, per contenere il mondo di chi le indossa.